7 ottobre 2018

 
 

In questa ventisettesima domenica del Tempo Ordinario il Vangelo di Marco (capitolo 10, versetti 2-14) ci riporta l’insegnamento di Gesù sul matrimonio e ci richiama ad accogliere il regno di Dio con la semplicità e la fiducia dei bambini.

La prima parte del brano ci parla del matrimonio, un argomento sempre attuale. Gesù prende spunto dalla domanda dei farisei che chiedono «se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie». La legge ebraica permetteva il divorzio. Gesù si rifà al progetto iniziale di Dio e afferma «Per la durezza del vostro cuore Mosè scrisse per voi questa norma. Ma all’inizio della creazione Dio li fece maschio e femmina, per questo l’uomo lascerà  suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
Gesù ci pone davanti il sogno stesso di Dio: ha creato l’uomo e la donna come complementari perché nell’amore, nel dono reciproco dell’uno all’altro, vivessero in una comunione così profonda da renderli una sola esistenza e «una sola carne». Si delinea, allora, in modo evidente, quanto il matrimonio cristiano non possa essere ridotto a un semplice contratto. È un sacramento: è un segno efficace dell’amore di Dio che è amore fedele, gratuito, eterno. Il cristiano, nel sacramento del matrimonio, è chiamato ad accogliere l’amore di Dio, lo Spirito che costantemente supera l’egoismo per far crescere l’amore che si fa dono.
In questa domenica quanti sono uniti nel sacramento del matrimonio sono invitati a ravvivare il loro amore perché, nella società di oggi sia testimonianza dell’amore di Dio, segno di vita e di gioia.
Quanti  si preparano a questa scelta decisiva abbiano la consapevolezza di entrare in un mondo meraviglioso da costruire con impegno giorno per giorno.
E su coloro che hanno alle spalle l’amarezza di un amore infranto o in crisi scenda il dono dello Spirito del Signore che può perdonare, comprendere, sostenere in un duro cammino.

L’ultima parte del Vangelo di oggi ci presenta Gesù che accoglie i bambini, li abbraccia, li benedice e dice agli adulti: «Chi non accoglie il Regno di Dio come lo accoglie un bambino [nella semplicità e nella fiducia] non entrerà in esso».

 

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