28 aprile 2019

 
 

In questa domenica, che conclude la settimana di Pasqua, ogni anno ascoltiamo il Vangelo di Giovanni (capitolo 20, versetti 19-31) che ci narra le apparizioni di Gesù risorto ai discepoli la sera di Pasqua e «otto giorni dopo», cioè la domenica successiva.

L’evangelista nota che questi incontri tra il Risorto e i suoi discepoli avvengono «la sera di quel giorno, il primo della settimana» e «otto giorni dopo». Questa indicazione di tempo ci dice già l’importanza che la domenica viene ad assumere per la comunità dei discepoli del Signore. «Il primo giorno della settimana» infatti è il giorno dopo il sabato, il giorno della risurrezione che per i discepoli diventerà il «giorno del Signore»: la nostra domenica. Questo giorno viene chiamato anche «ottavo giorno» a indicare il giorno dopo il settimo. La settimana infatti scandisce il tempo, l’ottavo giorno indica l’eternità. Il Signore Gesù, con la sua risurrezione, è entrato nell’eternità, nella «domenica senza tramonto».

Viene spontanea una domanda: che cos’è per noi la domenica? È il giorno del Signore o un giorno come gli altri? È solo un giorno di riposo?
È importante riscoprire la domenica come giorno di incontro con il Signore e con la comunità dei credenti.

Il Vangelo di Giovanni ci racconta che in questo giorno Gesù risorto stette in mezzo ai suoi, mostrò loro le ferite dei chiodi e della lancia, donò loro la pace e comunicò loro il suo Spirito perché potessero continuare la sua opera: «Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi… Coloro cui perdonerete i peccati saranno perdonati».
In questo giorno è venuto incontro al desiderio di Tommaso che non era presente la sera di Pasqua e non crede alla testimonianza degli altri che affermano: «Abbiamo visto il Signore!». Tommaso dubita: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Il Risorto viene incontro al desiderio di Tommaso: otto giorni dopo sta di nuovo in mezzo ai discepoli e invita l’incredulo a essere credente, a guardare e a toccare le sue ferite. «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»

La domenica – si diceva – è l’incontro con il Signore risorto, l’incontro con la comunità dei credenti. Ogni domenica, nell’ascolto della Parola e nella partecipazione all’Eucarestia, cresce e si rafforza la nostra fede.

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