1 aprile 2018

 
 

Nella Veglia pasquale, la celebrazione più importante dell’anno liturgico, leggiamo il racconto della risurrezione di Gesù dal Vangelo di Marco (capitolo 16, versetti 1-7). È la continuazione della Passione che abbiamo ascoltato domenica scorsa.

Protagoniste del racconto sono tre donne che hanno seguito Gesù a Gerusalemme e sono state testimoni della sua morte in croce: Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo, Salome.
Desiderano completare i riti della sepoltura che non era stato possibile svolgere la sera del venerdì e neppure durante il sabato perché giorno di festa. Acquistano oli aromatici per ungere la salma di Gesù e «di buon mattino, il primo giorno della settimana [la nostra domenica] vennero al sepolcro al levare del sole». L’unica loro preoccupazione è trovare qualcuno che le aiuti a rimuovere la pietra che chiude il sepolcro.

La prima sorpresa è vedere il sepolcro aperto e vuoto. Sono stupite e impaurite. All’interno del sepolcro c’è «un giovane, seduto sulla destra, vestito di una veste bianca». Il giovane le rassicura: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove lo avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi  precede in Galilea. Là lo vedrete come vi ha detto”».

Le parole del messaggero sono il segno di una comunicazione di Dio indirizzata all’uomo. Costituiranno il primo nucleo del credo cristiano: Gesù, il crocifisso, è risorto! Di fronte allo sconcerto e al dubbio dell’uomo, c’è la certezza della fede. Il Cristo è nella gloria del Padre dove ha portato la sua umanità. Gesù con la sua risurrezione ha aperto a noi la strada verso Dio e verso la vita piena e perfetta.

Nel grande evento della Pasqua sono coinvolti tutti gli uomini. Le tre donne come tutti i discepoli hanno la missione di annunciare questa «bella notizia: «Andate, dite che Egli vi precede!». È un annuncio da vivere e da portare nelle situazioni dolorose della vita. Cristo ha vinto la morte ed è fonte di speranza per l’umanità. È in questa fede che possiamo scambiarci l’augurio di Buona Pasqua.

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