Un nuovo crocifisso

 
 

Il Crocifisso di Berlinghiero nella chiesa parrocchiale di Tereglio.

Nei giorni di Pasqua una pittrice sanminiatese, che preferisce rimanere anonima, ha donato alla parrocchia un Crocifisso ligneo dipinto, copia di un più illustre originale: il Crocifisso di Berlinghiero Berlinghieri conservato nella chiesa parrocchiale di Tereglio, in provincia di Lucca.
Allieva del maestro iconografo Aleksandr Stal’nov (l’artista di San Pietroburgo autore delle icone che decorano la chiesa della Trasfigurazione), la pittrice ha preso a modello uno degli esempi più alti e interessanti della confluenza di elementi iconografici bizantini nella pittura toscana medievale.

Il borgo di Tereglio.

La chiesa parrocchiale di Tereglio, intitolata a Santa Maria Assunta.

Strategico posto di guardia lungo la via dei commerci tra il mar Ligure e l’Emilia, il castello di Tereglio fu oggetto delle contese tra Papato e Impero e proprio un imperatore, Federico II di Svevia, a metà Duecento lo assegnò a Lucca insieme con tutte le terre di Garfagnana. Risale a quel periodo la costruzione della chiesa di Santa Maria Assunta, che al suo interno conserva il Crocifisso di Berlinghiero.

Nativo di Volterra, Berlinghiero (1175-1236 ca.) fu il capostipite di una famiglia di artisti, i Berlinghieri, attivi fra la Lucchesia e il Pisano.
Di lui ci sono pervenute solo due opere firmate: la Croce dipinta per il monastero di Santa Maria degli Angeli di Lucca, ora al Museo Nazionale di Villa Guinigi, e quella proveniente dalla chiesa di San Salvatore a Fucecchio (un tempo in diocesi di Lucca), ora al Museo Nazionale di San Matteo a Pisa. In queste e nelle altre opere a lui attribuite è evidente una conoscenza profonda dell’arte bizantina sia di Costantinopoli sia della Sicilia normanna.

Al pari della Croce di Villa Guinigi, anche il Crocifisso di Tereglio è ispirato all’iconografia del “Cristo trionfante”, cioè vivo sulla croce e vittorioso sulla morte. Infatti Gesù è raffigurato con gli occhi aperti, il volto rilassato, il corpo senza spasimi; e i piedi sono inchiodati separatamente alla pedana, così da giustificare la postura ben eretta del busto. L’aureola è a rilievo, interamente ricoperta d’oro. Il colore rosa del perizoma ha una forte valenza simbolica: sintesi perfetta tra il rosso, simbolo di virilità e forza fisica, e il bianco, sinonimo di candore e purezza dell’anima, nell’antichità il rosa era un colore tipicamente maschile.
La doppia cornicetta ornamentale costituita da una semplice fila di perle bianche su fondo rosso e da un motivo di foglie su fondo blu lapislazzulo, è un marchio di fabbrica della bottega dei Berlinghieri.
Nei terminali della traversa sono raffigurati i simboli degli evangelisti: l’Angelo di Matteo, il Toro di  Luca, l’Aquila di  Giovanni, il Leone di Marco.
Negli scomparti laterali sono rappresentati Maria Vergine e l’apostolo Giovanni. Entrambi appoggiano il viso su una mano, in segno di grande dolore, secondo la decodificata posa bizantina del “dolente”. La figura di Gesù crocifisso con sulla destra la Madonna addolorata, simbolo della Chiesa, e a sinistra san Giovanni, simbolo delle Sacre Scritture, costituisce a sua volta un altro tema iconografico bizantino: quello , cioè della “supplica”.

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