La gita del 2 giugno a Bologna

Il gruppo della gita
 
 
Il gruppo della gita

Partiti da qui alle 7.00 con un cielo cupo che minacciava acqua a catinelle, il gruppo di 42 parrocchiani guidati don Luciano ha trovato, appena varcati gli Appennini, un bellissimo sole che li ha accompagnati per tutta la durata della gita.
La visita è iniziata “dall'alto”, sul Colle della Guardia, al Santuario della Madonna di San Luca, che da secoli custodisce un'icona bizantina raffigurante la Madonna col Bambino attribuita dalla tradizione all’Evangelista pittore, ma in realtà databile all'XI-XII secolo.
Da lì il gruppo è “sceso” in città, per visitare il centro storico e in particolare la Basilica di San Petronio. Dedicata al patrono (ottavo vescovo di Bologna, dal 423 al 450), fu iniziata nel 1390 e i lavori, dopo numerose vicissitudini legate alle dimensioni dell’opera (è la terza chiesa più grande d’Italia e la sesta d’Europa), si conclusero nel 1663, lasciando tuttavia incompiute molte parti, tra cui la facciata.
Dopo il pranzo al ristorante-pizzeria «da Nicola’s», il gruppo si è diretto alla Cattedrale di San Pietro, dove, accompagnato da una guida, ha ammirato le opere che l’edificio custodisce – la cripta, gli scavi archeologici, il Tesoro ricco dei donativi fatti dai tanti arcivescovi di Bologna divenuti papi – e ha scoperto che fu proprio un papa bolognese, Gregorio XV, a erigere San Miniato a diocesi nel 1622.
La visita si è conclusa alla Basilica di Santo Stefano, più nota come “complesso delle Sette Chiese” e anche come Sancta Jerusalem Bononiensis. Secondo la tradizione, infatti, san Petronio volle imitare il Santo Sepolcro di Gerusalemme, così che i pellegrini bolognesi potessero ripercorrere le tappe del martirio di Cristo senza dover affrontare il lungo e pericoloso viaggio fino alla Terrasanta, e su un preesistente tempio pagano eresse l’attuale chiesa del Santo Sepolcro, di forma circolare, il Cortile di Pilato e il Martyrium (oggi chiesa della Santissima Trinità). Qualche decennio dopo fu costruita la chiesa dei Santi Vitali e Agricola, quindi i Longobardi, che entrarono in Bologna nel 727, costruirono quella di San Giovanni Battista (oggi detta del Crocifisso). Tra l’XI e il XII secolo furono aggiunti la Cripta e il Chiostro, per un totale di “sette” elementi.

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