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La pittura murale attribuita al
Canonico Galli e dipinta nei primi anni del 900
La
pittura novecentesca attribuita al canonico Galli è
interamente eseguita a secco e segue i canoni dello stile
Liberty. Il dipinto occupa lintera volta a vela del
vano absidale e rappresenta la Madonna in gloria circondata
da cherubini e con quattro angeli sui pennacchi che reggono
delle ghirlande di rose. In origine la decorazione prevedeva
anche una lunetta dipinta con la medesima tecnica, di cui
sono stati rinvenuti piccoli frammenti, peraltro in pessimo
stato di conservazione: la lunetta situata sulla parete di
fondo, realizzata su un nuovo intonachino a calce e sabbia
applicato a coprire parte della sommità del finto altare,
rappresentava due angeli nellatto di sostenete loculo
a finto marmo.
La polverulenza diffusa del colore, in assenza di forti fonti
di umidità, fa subito pensare ad unalterazione,
o meglio ad un indebolimento del legante organico, inoltre
non è stata riscontrata la presenza di giornate di
lavoro, né di pontate e infine, la policromia, non
avendo niente né della trasparenza dellaffresco,
né della brillantezza e luminosità del mezzo
fresco, evidenzia limpiego di colori come il blu
di Prussia (o comunque un impasto di origine sintetica) e
di altri pigmenti sintetici, applicati solo con leganti organici.
Il pittore si è servito di unintonachino preesistente,
procedendo con velature di colore a base di legante organico.
Da alcuni piccoli saggi di scopritura, è stata evidenziata
la presenza di una pittura sottostante, sicuramente eseguita
nel secolo precedente, forse coeva della sottostante pittura
settecentesca, in quanto anchessa a bianco di calce.
È stato possibile, inoltre, individuare il soggetto
iconografico rappresentato, grazie ad alcune caratteristiche
tipiche della raffigurazione degli Evangelisti.
I ritrovamenti sono stati documentati con fotografie.
La scelta del mantenimento dellopera più recente
è da ricollegarsi principalmente a due motivi: il primo
è che è una delle ultime opere rimaste di questo
pittore, inoltre la pittura è in un discreto stato
conservativo e bene si accorda con il finto altare sottostante,
anche se appartengono a correnti stilistiche diverse.
Non è stato possibile dimostrare se la pittura sottostante
fosse completamente integra e in buono stato di conservazione,
in quanto lesecuzione di più di un certo numero
di saggi avrebbero potuto deturpare la pittura
novecentesca.
Lo stato di conservazione
Ad un primo esame a vista la pittura è evidentemente
appiattita e opacizzata da uno strato di nerofumo associato
a particellato incoerente. Trattandosi della volta dellabside,
dove è situato laltare maggiore costantemente
adornato di candele votive e dove non circolano correnti daria,
è stato favorito il deposito di sostanze bituminose
incombuste (residuo della combustione di candele e incensi)
che hanno costituito lagente cementante
delle sostanze incoerenti. Il nerofumo che ha fatto da legante
per polveri di ogni genere è più tenacemente
localizzato allinterno di una lunga fessurazioni che
taglia per intero la volta a destra della Madonna in prossimità
della scritta
ASSVMPTA EST. Il colore blu
del cielo, forse un blu di Prussia o comunque una miscela
di colori sintetici, è alterato nella cromia tanto
da risultare sordo; appiattiti sono anche glincarnati
di tutte le figure.
A luce radente non sono apprezzabili distacchi né esfoliazioni;
la scarsa resistenza del colore, dovuta alla carenza di legante,
è stata verificata e confermata con la prova dellazione
meccanica sia con cotone inumidito che con cotone asciutto.
La polverulenza diagnosticata è localizzata prevalentemente
sulle zone a finto mosaico dorato (che circonda la Madonna)
e sulle fasce decorative. Non sono rilevabili fenomeni dinfiltrazione
dallalto (fatta eccezione per una macchia di uninfiltrazione
pregressa su un pennacchio) né la presenza di stuccature
né ridipinture.
Lunico danno che ha subito la pittura è stata
la perdita della lunetta, sottostante la volta dedicata alla
Madonna. Questa rappresentava due angeli in volo nellatto
di sostenere loculo presente nella parte alta della
parete di fondo, di questi sono stati rinvenuti piccoli frammenti
che ne hanno confermato lesistenza. Quando loculo
alla fine degli anni Sessanta del 900 è stato
tamponato sicuramente la pittura ha subito i primi danni,
lo testimonia il fatto che lo stesso oculo al momento della
riapertura risultava in parte mutilato e che la
tamponatura era più ampia del medesimo. Linevitabile
perdita, a causa del pessimo stato conservativo, è
inoltre da attribuirsi alla realizzazione dellopera
su un intonaco nuovo, magro con inerte grossolano che al momento
del ritrovamento è risultato assai friabile.
L'intervento di restauro
La prima prova, eseguita prima dellintervento vero e
proprio, è stata quella della resistenza del colore
operata esercitando una leggera azione meccanica di sfregamento
con del cotone sia umido sia asciutto; è stata così
riscontrata una consistente polverulenza di alcuni colori
specifici e un diffuso indebolimento del legante della pittura.
Non potendo effettuare la pulitura ad umido per la precarietà
del film pittorico, essendo in alcune zone eccessiva la rimozione
per abrasione con cotone ed essendo lunica causa di
degrado i depositi di nerofumo e polveri è stata preferita
la rimozione meccanica a secco con wischab e una successiva
spolveratura con lausilio di pennelli a setola morbida.
Per evitare che la pulitura risultasse disomogenea si è
prestato molta attenzione a non insistere troppo nella pulitura
delle parti più delicate, cercando di raggiungere un
grado di pulitura intermedio purché omogeneo.
Si è, però, dovuto insistere nella pulitura
del lungo cretto sulla destra della volta per evitare, al
momento della stuccatura, che la malta non aderisse perfettamente
portando ad un conseguente indebolimento e/o distacco della
stuccatura stessa.
La fase successiva è stata caratterizzata dallintegrazione
delle piccole e superficiali lacune presenti nellintonaco
pittorico. Le stuccature sono state realizzate con malta di
grassello e sabbia fine e applicato a spatola.
Avendo la pittura poco più di un secolo e non manifestando
gravi forme di alterazione o, quanto meno, non avendo riscontrato
eventuali fonti di degrado che possano manifestarsi col passare
del tempo, si è evitato di eseguire un fissaggio del
colore con resine acriliche per permettere interventi di restauro
futuri.
Il ritocco pittorico è stato realizzato a sottotono
per mezzo di velature di colore stemperate nel caseinato dammonio
al 4% impiegando pigmenti minerali con aggiunta del blu di
Prussia servito per la complicata integrazione pittorica del
lungo cretto e dei saggi di scopritura sullo sfondo del cielo.
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