E’ un grande strumento musicale essenzialmente costituito da un sistema di canne, metalliche o di legno, diverse per grandezza secondo la loro intonazione, che sono collegate ad una camera d'aria; lo strumento è provvisto di una o più tastiere manuali e di una tastiera a pedali; quando si premono i tasti, si libera l'aria che dalla camera entra a forza nelle canne producendo l'emissione di suono, la cui intensità è regolata da un particolare meccanismo e il cui timbro è ottenuto da un sistema di registri, inseriti prima dell'esecuzione.
Già questa definizione fa capire, se per caso foste a digiuno, la complessità dello strumento di cui stiamo parlando, sicuramente il più completo assoluto.
L'Italia vanta una valida tradizione organaria con diverse botteghe artigiane cha hanno lasciato nel corso dei secoli, diciamo a partire dal cinquecento, interessanti manufatti posti quasi totalmente nelle chiese che popolano il nostro territorio.
L’organo per tradizione è ormai da secoli lo strumento principe della chiesa cattolica, proprio perché con le sue maestose sonorità favorisce l’accompagnamento del canto dei fedeli e innalza con soavità la preghiera.
La costruzione si presenta sempre complessa. E' un'operazione delicata e lunga che richiede studio, impegno, ingegno, conoscenze tecniche. La bottega organaria deve saper sfruttare al meglio la morfologia e l'acustica dell'ambiente che dovrà ospitare lo strumento. Studiarne i ritorni di suono, le correnti d'aria, i problemi architettonici e statici. Un'opera ben riuscita non è solamente uno strumento dalle caratteristiche tecniche e foniche corrette, ma è l'unione di queste all'ambiente che lo accoglie fino a crearne un amalgama perfetto. |