Chiesa nuova

 
 

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La Porta Principale
La porta di ingresso si apre su una struttura metallica ed è incastonata in una vetrata artistica con vari colori.
Le ante, all’esterno, sono rivestite in bronzo titolato fusione a cera persa e patinate a cera, opera del Maestro Albano Poli di Verona (cm 60 x 20).
L’importanza della porta vuol richiamare Gesù stesso che ha affermato di essere “la porta della salvezza”.

 

 

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L’altare “Segno di Cristo”
All’interno dell’edificio sacro tutto converge verso l’altare: la struttura in legno lamellare del tetto e la forma ellittica della chiesa. L’altare “segno di Cristo” è la perla nella conchiglia.
E’ collocato su una pedana ellittica con tre gradini in marmo bianco. Si trova sotto il lucernario a significare che in Cristo si incontrano il cielo e la terra: Dio e l’uomo.
La mensa è costituita da un unico blocco di marmo bianco di Carrara (alto cm 10, lungo cm 130 e largo cm 100). Poggia su un artistico basamento in bronzo dorato, fuso a cera persa, opera dello scultore Otmar Oliva della Repubblica Ceca.
Il basamento rappresenta un tronco di albero con foglie e tralci di vite ed una conchiglia a richiamare Gesù “Via, Verità e Vita”.

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Sede della Presidenza
E’ posta alla sinistra dell’Altare, in vista dell’Assemblea. Si trova su una pedana semicircolare con due gradini della stessa pietra rosata del pavimento della chiesa, che proviene da una cava nei pressi di Gerusalemme, la sede della Presidenza è uno scranno in legno chiaro come le panche.

 

 

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Nel soffitto in legno lamellare si apre, sopra l’altare, un ampio lucernario costituito da un anello in acciaio, che raccorda e sorregge le travi del tetto, e da una struttura in vetro che sporge all’esterno del tetto stesso. Questo elemento architettonico e strutturale costituisce anche un segno simbolico: il cielo e terra s’incontrano: Dio e l’uomo comunicano insieme.

 

Il Fonte Battesimale

fonte2b Il Fonte è una vasca a forma ottagonale in marmo bianco di Carrara. E’ posto su un gradino che ripete la stessa figura geometrica dell’ottagono. Si trova a destra entrando nella chiesa. Vi si accede anche dalla porta vetrata i cui colori alludono allo scorrere dell’acqua.
La forma della vasca ottagonale, nella tradizione cristiana, rimanda all’eternità. Infatti mentre il tempo è scandito dal numero sette (la settimana), l’”ottavo giorno” quello della risurrezione di Gesù è il giorno dell’eternità in cui è entrato il Risorto.
Nel Battesimo ricevendo la vita di Gesù risorto entriamo anche noi nell’eternità.
Anche sul Fonte battesimale è ripetuto il lucernario ad indicare la comunicazione tra cielo e terra: Dio e l’uomo.

 

L’Organo 
organo2E’ un grande strumento musicale essenzialmente costituito da un sistema di canne, metalliche o di legno, diverse per grandezza secondo la loro intonazione, che sono collegate ad una camera d’aria; lo strumento è provvisto di una o più tastiere manuali e di una tastiera a pedali; quando si premono i tasti, si libera l’aria che dalla camera entra a forza nelle canne producendo l’emissione di suono, la cui intensità è regolata da un particolare meccanismo e il cui timbro è ottenuto da un sistema di registri, inseriti prima dell’esecuzione.
Già questa definizione fa capire, se per caso foste a digiuno, la complessità dello strumento di cui stiamo parlando, sicuramente il più completo assoluto.
L’Italia vanta una valida tradizione organaria con diverse botteghe artigiane cha hanno lasciato nel corso dei secoli, diciamo a partire dal cinquecento, interessanti manufatti posti quasi totalmente nelle chiese che popolano il nostro territorio.
L’organo per tradizione è ormai da secoli lo strumento principe della chiesa cattolica, proprio perché con le sue maestose sonorità favorisce l’accompagnamento del canto dei fedeli e innalza con soavità la preghiera.
La costruzione si presenta sempre complessa. E’ un’operazione delicata e lunga che richiede studio, impegno, ingegno, conoscenze tecniche.La bottega organaria deve saper sfruttare al meglio la morfologia e l’acustica dell’ambiente che dovrà ospitare lo strumento. Studiarne i ritorni di suono, le correnti d’aria, i problemi architettonici e statici. Un’opera ben riuscita non è solamente uno strumento dalle caratteristiche tecniche e foniche corrette, ma è l’unione di queste all’ambiente che lo accoglie fino a crearne un amalgama perfetto.

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L’Ambone
E’ il luogo alto a destra dell’altare, da dove viene proclamata la Parola di Dio. Progettato dall’Architetto Silvia Lensi è stato realizzato in marmo bianco di Carrara. Vi si accede con quattro gradini sia dalla parte dell’Altare (per il sacerdote o il diacono) sia dalla parte dell’Assemblea (per i lettori). Ha la forma di un pulpito ellittico, sul parapetto s’innesta un elemento di bronzo dorato (opera di Otmar Oliva) che sorregge il piano del leggio e termina con tre strisce che riportano la frase “In principio era la Parola”.

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Custodia dell’Eucaristia
Nello spazio che si apre vicino alla sede della presidenza, è collocata la custodia dell’Eucaristia.
Attualmente abbiamo una sistemazione provvisoria in attesa di quella definitiva. Il nuovo tabernacolo è statocommissionato all’artista Otmar Oliva. Sarà in bronzo dorato, a forma ellittica, e poggerà su una colonna di marmo bianco.
Questa nuova opera d’arte, che sarà pronta verso la fine dell’anno, è stata offerta da fedeli in ricordo del giubileo sacerdotale del parroco Don Luciano Niccolai.

 

 

IconaIcona Della Madre Di Dio Della Tenerezza
Sabato 6 marzo 2010, all’inizio della Messa festiva, è stata benedetta ed esposta alla venerazione dei fedeli, nella nuova chiesa della Trasfigurazione, l’icona della Madre di Dio della Tenerezza.
La tradizione vuole che la prima immagine di Maria, Madre del Signore, sia stata dipinta dall’evangelista Luca. Il modello è stato tramandato nei secoli nella sua semplicità comunicativa ed espressiva, ma ricco di contenuti simbolici e teologici.

L’Iconogrago (Scrittore Di Icone)
Ora quest’immagine è stata di nuovo “scritta” (perché una icona non si dipinge ma si scrive) per la nostra comunità parrocchiale dall’iconografo russo Alexandr Stal’nov, nel suo atelier di San Pietroburgo. Insegnante di iconografia all’Accademia Teologica della sua città, Stal’nov da anni dipinge icone in tutta la Russia ed all’estero. Anche in Italia ha dipinto diverse icone e dal 1993 tiene corsi di iconografia in Italia ed ha avuto tra i suoi allievi i più affermati iconografi italiani.
Lo abbiamo conosciuto per mezzo di Paola Gabbanini che ha frequentato i suoi corsi. Alexandr Stal’nov è un laico ortodosso e questo dà un carattere ecumenico alla nostra icona. Lui stesso ce l’ha portata, il 1 marzo scorso, con la propria macchina: è partito da San Pietroburgo, ha attraversato il gelo della Russia, con il traghetto sul Mar Baltico è giunto a Amsterdam da dove, attraverso le autostrade del centro Europa, ha raggiunto la Toscana e la nostra chiesa.


Le  Antiche Regole Dell’Iona

Una icona, la nostra, che viene davvero da lontano in senso geografico ed in quello storico.
L’icona, infatti – come si diceva – si rifà ai canoni fissati nella tradizione della Chiesa antica, ancora indivisa. La nostra icona è stata realizzata nel rispetto di queste regole: a mano, con materiali naturali. La tavola, in legno di tiglio stagionato con zeppe di quercia che la rendono solida, è alta cm 170 per 110. Dopo essere stata ben levigata e coperta di uno strato di gesso e colla di animale è stata eseguita la doratura con oro zecchino a 24 carati. Anche l’aureola della Vergine e del Bambino è stata realizzata a pennello con gesso e dorata con oro bianco. La pittura, a velature con colori naturali: terre e minerali macinati (alcuni molto preziosi come il lapislazzuli) resi polvere e mischiati con torlo d’uovo.
Anche la veste del Bambino ed il manto di Maria hanno filamenti in oro fatti a pennello. Tutti questi passaggi, preceduti dalla preghiera, esprimono un profondo rispetto verso le persone rappresentate.


Uno Sguardo Sull’Invisibile

Una icona non è un semplice quadro o una bella immagine sacra ma, in qualche modo, rende presente la persona rappresentata. Diventa una finestra sull’invisibile, sull’eternità.
Nel culto delle antiche icone i Padri della Chiesa affermavano: “Quanto la Scrittura rivela e annuncia, l’icona la manifesta” con colori, forme, simboli. Per i cristiani greco-ortodossi l’icona è un sacramentale: un luogo intimo di incontro con Dio.
Anche per i fedeli di San Miniato Basso l’icona della Madre di Dio della Tenerezza è una opportunità di un incontro personale, per la grazia dello Spirito, con il Signore e  sua Madre. Occorre quindi metterci davanti a questa immagine con gli occhi illuminati dalla fede, perché l’icona ci apra alla realtà invisibile dell’amore di Dio.


Significato TeologicoIconab
L’icona della Madre di Dio della Tenerezza pur essendo una immagine di Maria, è in realtà una icona di Cristo perché Maria è la via che ci porta a Gesù.
Il bambino appare adulto, è il Signore, colui che insegna con “autorità”. Tiene in mano il rotolo delle Scritture perché è la Parola di Dio fatta carne, il Figlio di Dio che si è fatto uomo, figlio di Maria. La Vergine è rivestita di un manto orlato d’oro ad indicare la sua regalità, sul manto vi sono disegnare tre stelle (visibili solo due perché la terza è coperta dal Bambino) ad indicare che Maria, Madre di Dio, è vergine prima, durante e dopo il parto.
Sempre sull’orlo del manto vi è una scritta, in slavo antico, con una preghiera rivolta a Maria.

Il volto della Vergine è leggermente inclinato ed appare triste: è la Madre che parteciperà alle sofferenze del Figlio per la salvezza del mondo. I suoi occhi sono aperti sull’infinito, l’infinito del cuore materno dove possiamo sempre immergerci.
Nell’icona siamo invitati a contemplare l’abbraccio tra Dio e l’umanità, tra il Creatore e la sua creatura.

 

Significato Liturgico
La nostra icona ci rimanda a ciò che avviene nella liturgia eucaristica: incontriamo e accogliamo il Signore Gesù.
Maria diventa immagine della comunità dei fedeli che accolgono Cristo nella fede. Le mani della Madre del Signore ripetono il gesto di chi accoglie il Pane eucaristico sulla mano sinistra e con la destra se lo porta alla bocca per la comunione.
Una icona davvero da contemplare con fede per entrare in quell’abbraccio di amore tra la Madre e il Figlio, perché anche la nostra vita diventi risposta d’amore a Dio che ci ama.

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La Penitenzeria
E’ la cappella che troviamo a sinistra entrando in chiesa. Uno spazio riservato al sacramento della Penitenza o Confessione dove si aprono due confessionali.
La Penitenzeria, come il Battistero, si trova vicino all’entrata ad indicare che se con il Battesimo entriamo nella comunità cristiana, nella confessione, attraverso il perdono dei peccati, possiamo recuperare la grazia battesimale.

 

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Portale D’Ingresso e Vetrata Sovrastante
Il portale d’ingresso in metallo dorato è inserito in una “cornice” di vetri soffiati policromi bianchi e gialli che richiamano e introducono la luce della trasfigurazione su uno sfondo infinito di azzurri.
“La luce dello Spirito Santo scenda su di voi e con voi rimanga sempre…”.
Sprazzi di luce irrompono nella vetrata posta sopra il portale illuminando gli azzurri e i blu dei vetri soffiati che danno forma al cielo.
E’ lo spirito che colma con il Suo soffio gli animi di chi entra in questo luogo sacro e li predispone a ricevere la Parola di Dio, ma è anche lo spirito che accompagnerà i loro cuori quando varcheranno nuovamente la porta per ritornare nel mondo.


vetratabattistero1bVetrata Battistero e Penitenzeria

Nella vetrata della zona battistero si è rappresentato l’elemento acqua.
Vi è quì la rappresentazione dell’acqua, non è un’acqua ferma, stagnante, ma un acqua viva “che zampilla per la vita eterna” come dice Gesù alla Samaritana. Ma è anche acqua di purificazione, elemento vitale esistente sin dai primordi della Creazione. La luce ce filtra si nutre degli azzurri luminosi della vetrata e per un effetto naturale “bagna” il fonte battesimale ad evocare lo Spirito Santo  che feconda l’acqua.
Nella vetrata della zona penitenzeria è stato rappresentato l’elemento fuoco.
Fuoco che trasforma e purifica gli uomini, che li redime dai peccati e li conduce sulla giusta via; ma anche fuoco come simbolo della presenza di Dio, del roveto ardente, fuoco della Pentecoste.

 

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Vetrata Di Aula Ovest Ed Est
In queste due vetrate rispettivamente a destra e a sinistra dell’altare sono stati rappresentati in modo completamente astratto la passione e la risurrezione di Cristo.
La caratteristica propria delle due vetrate è il colore con cui si idealizza il momento liturgico; il viola e il rosso della passione con pochi tagli duri e netti e il giallo e il bianco della resurrezione trapassati dalla luce dello Spirito Santo.

 

 

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Vetrata Sacrestia
Su un trasparente cristallo prende forma un albero verde – azzurro le cui fronde si espandono lungo tutta la vetrata; è l’Albero della Vita, che si immette su un grande giardino, quasi un richiamo al giardino dell’Eden. La trasparenza del cristallo accostato con il vetro soffiato policromo permette di dare l’illusione di un interno/esterno.

 

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Vetrata Custodia Eucaristia
“Io sono il pane di vita” (Gv. 6,50)
Il pane spezzato, gesto che fa riconoscere Gesù e richiama all’ultima cena quando è stata istituita l’Eucarestia. La sua forma circolare ricorda il disco luminoso del sole: dopo la morte, la resurrezione.
Il suo sacrificio è “rappresentato” attraverso il vibrare delle diverse tonalità del rosso, che richiamano al sangue sparso, una fascia luminosa unisce il cielo alla terra; l’umanità è redenta.
Lateralmente si può intravedere la forma di una fiamma, il roveto ardente, simbolo della presenza di Dio.

 

vetratacappella1bVetrata Della Cappella Della Madonna
La parete si apre con una vetrata dedicata alla rappresentazione della Madonna. Una fascia di cielo blu è illuminata da una stella e dalla luna, ambedue legate da un nastro azzurro:
“E’ il più immateriale dei colori che attira l’uomo verso l’infinito e risveglia in lui il desiderio della purezza e una sete di soprannaturale”. (Kandisky).
Stella del mattino, guida e luce nelle tenebre notturne.
Per questo bozzetto si è fatto riferimento ad alcuni brani di Padre Maria Turoldo: “Già all’origine eri presente, nella Promessa da cui si muove la storia del mondo, verrà una donna….”,. Luce dell’universo piccolo punto luminoso che diventa come cometa nel cosmo.