Omelia tenuta da MONSIGNOR FAUSTO TARDELLI
La chiesa che noi oggi consacriamo al Signore iniziò il suo percorso molti anni fa. Fu già don Vinicio Vivaldi, proposto di San Miniato Basso a sognarla e a farle muovere i primi passi. E con lui la popolazione della parrocchia ha desiderato per tanto tempo che il sogno si avviasse.
Del resto, la parrocchia del Pinocchio è molto cresciuta negli ultimi anni. Da pochi abitanti, la frazione è diventata invece una cittadina. Molte abitazioni si sono realizzate e tanta gente è venuta ad abitare in questa contrada. Si è realizzata una nuova viabilità, nuovi centri commerciali. Si è edificata la casa culturale che sarà affiancata a breve da una nuova ampia costruzione. Si è incrementata la zona industriale.
Insomma. La realtà di San Miniato basso è lievitata nel tempo ed oggi la parrocchia conta più di seimila abitanti. La cara vecchia chiesa, da tempo, non è più in grado di contenere la popolazione in tante occasioni dell’anno. Gloriosa, ma piccola, la vecchia chiesa non andrà in pensione, rimarrà ancora attiva ad integrare nel servizio questa nuova chiesa che il popolo di san Miniato basso nella sua stragrande maggioranza ha desiderato, voluto e tenacemente realizzato.
Questa chiesa che oggi consacriamo al Signore e che dedichiamo in particolare al mistero della Trasfigurazione del Signore, non nasce dunque dalla bella pensata di qualcuno e non è il monumento a qualcuno: essa nasce dalla volontà corale di un popolo e dei suoi sacerdoti che si è andata concretizzando nel tempo ed è semmai un monumento alla lode di Dio.
L’edificazione di una chiesa costa denaro. È del tutto evidente. Come costa denaro la casa che una famiglia cerca di costruirsi. La chiesa è la casa della famiglia parrocchiale, la casa di molte famiglie, quindi costa un po’ di più. Si sforza di essere bella, come facciamo tutti con le nostre case. Qui ancor di più, perchè vuole essere la casa del Signore. Una casa aperta a tutti come le sue braccia.
Anticamente, le nostre belle chiese sono state costruite con l’apporto di tanta mano d’opera prestata generosamente dalla gente. Allora lo si poteva fare, e con un po’ di denaro e tanta mano d’opera gratuita, volontaria, si sono erette le nostre magnifiche chiese che testimoniano della fede e della nostra identità cristiana affermatasi nei secoli. Oggi, questo modo di fare non è più possibile. Ci vuole molto più denaro perchè tutti i lavori debbono essere commissionati a professionisti e ditte specializzate.
Nonostante questo, la chiesa che oggi consacriamo al Signore, è stata resa possibile fin qui e lo sarà per i debiti che restano, col contributo generoso della gente e la partecipazione economica di tanti. Non ci sono stati fantomatici fondi europei, bensì fondi raccolti tra la gente e fondi che la gente ha deciso andassero alla chiesa cattolica firmando per l’8Xmille nella denuncia dei redditi. A questi contributi si sono aggiunti quelli della Fondazione cassa di risparmio di san Miniato e del Comune che li ha ricavati dagli oneri di urbanizzazione del territorio. L’impegno economico per la parrocchia è stato e sarà ancora rilevante, ma confidando nel Signore e ancora nella generosità di tanti, ritengo che la parrocchia ce la farà.
C’è da esser comunque contenti anche del fatto, che in questo momento di crisi economica, quando tutto tende a fermarsi, aver commissionato un’opera come questa chiesa, ha contribuito e contribuisce a dare lavoro a tanta gente. Insieme a molte altre cose che la comunità cristiana mette quotidianamente in campo per chi si trova in difficoltà e alle altre che sta inventando proprio in questi tempi per alleviare almeno un poco l’attuale situazione, anche il cantiere della nuova chiesa di S. Miniato Basso contribuisce ad affrontare la crisi. Ne ringraziamo il Signore.
A cosa serve una chiesa? Questa è la domanda a cui mi sembra importante rispondere in questo momento in qui ci accingiamo a consacrala al Signore, consacrando anche l’altare con riti antichi e suggestivi.
Ci vengono in aiuto nella risposta le tre letture bibliche della S. Messa di oggi. La prima lettura, dal libro di Neemia, innanzitutto, che ci riferisce della solenne liturgia della Parola di Dio celebrata a Gerusalemme, al termine della ricostruzione delle mura della città, dopo il rientro dal lungo esilio babilonese. La chiesa, l’edificio, - ci fa capire la lettura - è il luogo dove si proclama la Parola di Dio. Dove Dio continuamente si rivela a noi, ci parla, ci comunica di sè e del suo progetto di alleanza e di amore con ogni uomo e tutta l’umanità di ieri, di oggi e di domani. Spazio privilegiato di questa aula infatti sarà l’ambone, oggi non ancora presente, ma presto ben visibile. Di lì si proclama la Parola di Dio. E’ Dio stesso che ci parla e ci ammaestra. Noi, ogni domenica, siamo chiamati a rispondere a questa parola d’amore con un si che coinvolga tutta la nostra vita.
La seconda lettura, dalla prima lettera di s. Paolo ai Corinti, ci dice invece che l’edificio santo siamo noi, la chiesa del Signore fatta di pietre vive. Siamo dunque chiamati ad edificarci come una comunità di fratelli, ognuno col suo dono e carisma, per la comune lode di Dio. Ma per poterci edificare come tempio santo del Signore, dobbiamo poggiare la nostra vita su Cristo, pietra angolare. L’altare che oggi noi consacriamo è segno di Cristo e richiama appunto il suo essere pietra angolare.
La chiesa dunque è una bella metafora dell’edificarsi di tutta la comunità cristiana attorno al Signore. L’apporto delle necessarie diverse competenze, il contributo variegato e molteplice di tanti, la fantasia dei progettisti e la coralità che la costruzione ha richiesto, richiamano la chiesa, quella fatta di persone, che cresce con l’apporto dei carismi di ognuno. Così risponde alla chiamata del Signore che la vuole “famiglia”, comunità fraterna di uomini e di donne. Tutta la comunità parrocchiale di San Miniato Basso dovrà puntare proprio a questo.
Ma anche il collocarsi dell’edificio chiesa nel contesto delle case degli uomini richiama la missione della chiesa nel mondo: il compito di testimonianza, di presenza, di annuncio che è affidato alla comunità cristiana. La chiesa è dentro la storia. Anche se rimane pellegrina nel tempo, avviata com’è verso il compimento definitivo del Regno di Dio, essa vive nella città degli uomini che è fatta inevitabilmente anche di case, di palazzi, di luoghi. La comunità cristiana edifica così il luogo del suo incontro tra le case perchè sia appunto un “luogo”, uno spazio concreto per la lode di Dio, l’ascolto della Parola che risana e dà speranza alle genti, per l’esperienza di una nuova fraternità e richiamo visibile al destino eterno dell’uomo.
Il racconto evangelico infine, con le parole di Gesù, ci richiama al “culto in spirito e verità”, all’originalità cioè del culto cristiano che si celebra dentro le mura di una chiesa, ma che è un culto della vita e per la vita.
In questa chiesa, come in ogni chiesa del mondo infatti, non si faranno cerimonie o riti vuoti ed esteriori, fatti di formule esoteriche. Il culto che qui si celebra è l’offerta del Cristo vivo al Padre, per la salvezza del mondo, attraverso l’effusione dello Spirito Santo. Qui si rinnova il sacrificio di Cristo, si rende sacramentalmente presente il sacrificio supremo dell’amore. Gesù Cristo, crocifisso e risorto è qui presente per offrire se stesso e noi tutti con lui nel sacrificio della lode al Padre. Qui, Cristo si immolerà continuamente per riscattare col suo sangue tutti i peccatori, coloro che sono prigionieri in catene di morte e santificare così la vita del mondo, la nostra vita, quella di tutti i giorni.
Qui attorno all’altare e sull’altare, se ci lasceremo coinvolgere dalla presenza di Cristo mediante il suo Spirito, saremo trasformati in creature nuove e potremo essere artefici di comunione, testimoni di speranza, strenui operatori di pace, impareremo a donare la nostra vita per i fratelli a lode di Dio, senza aspettarci niente in cambio. Ecco a cosa serve una chiesa.
Qui, nel Cristo morto e risorto, rinasceranno a vita nuova gli uomini le donne, qui saranno riconciliati con il Padre della misericordia, qui i ragazzi saranno confermati nello spirito Santo, qui l’amore dei giovani sarà consacrato dall’amore di Dio, qui saranno accompagnati per l’ultimo saluto coloro che moriranno nel Signore nell’attesa della beata speranza..
Questo è il culto “in spirito e verità” di cui parla il Vangelo e al cui servizio si pone la nuova chiesa di San Miniato Basso. Tutta l’esistenza umana vi troverà spazio, tutta la vita degli uomini, la nostra vita personale, vi troverà luogo, per essere assunta dal Verbo di Dio e per esserci ridonata carica di senso e di impegno .
Sia dunque resa gloria a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, alla santa ed individua Trinità per questa chiesa che a Lui consacriamo con tutto il cuore. Dedicata alla Trasfigurazione, questa chiesa sia come un monte Tabor in mezzo alle case degli uomini di San Miniato Basso. Frequentandola, fa o Signore Dio Onnipotente e misericordioso che siamo trasfigurati con la tua luce divina così da sentire che è bello stare qui, come in un anticipo di paradiso.
+ Fausto Tardelli |